Le due storie che riporto, rendono ancora più evidente, nel caso fosse possibile, l'assurdo comportamento delle amministrazioni ASL e Regionali, che continuano a permettere alle centrali 118 di utilizzare in maniera impropria i colleghi di Continuità Assistenziale.
Nella prima, avvenuta a Roma, il collega se l'è cavata (!!!) con lesioni al volto, durante un TSO con un Paziente "poco collaborante", mentre la seconda (come riferisce il Segretario Regionale di Settore Michele Fiore) si è conclusa con un giudizio a totale nostro favore tant'è che la ASL è stata condannata oltre che al risarcimento dei medici di CA "costretti" a lavorare per il 118 anche a sostenere le spese legali.
In entrambi i casi, la cosa che più fa rabbia è che lo stesso 118 che di giorno non chiama mai i colleghi di AP (io lo sono per doppio incarico e non ho mai ricevuto le classiche chiamate registrate), di notte, nei festivi e prefestivi, non esita a scaricare sui medici di Continuità Assistenziale tutti i casi più rognosi, senza tenere minimamente in conto ne la codifica colore ne l'incolumità dei colleghi.
Accogliamo con favore, qiundi, la sentenza del Pretore del Lavoro, nell'episodio di Viterbo che ha condannato la ASL a pagare i Medici e le spese legali e auguriamo al collega di Roma una rapida guarigione e giusto risarcimento legale.

leggi vicenda Roma
leggi vicenda Viterbo

Salvatore Ghiggi
Responsabile Nazionale Comunicazioni
Fimmg Continuità Assistenziale


 

 


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